MARIA LAI | Holding the Shadow by the Hand
Testi di Elena Pontiggia
La sapienza della fiaba
Maria Lai ha sempre avuto un rapporto speciale con le fiabe. Le considerava una metafora dell’arte e un modo per comunicare con il pubblico in modo semplice e immediato. A partire dagli anni Ottanta, la fiaba diventa un elemento centrale della sua ricerca artistica. Libri creati dall’artista con tessuti riusati. Le fiabe di Maria Lai non sono soltanto storie per bambini, bensì profonde riflessioni sulla vita e sull’essere umano. Spesso si ispirano a miti e leggende sarde, che l’artista reinterpreta in chiave personale, aggiungendo elementi autobiografici e riflessioni filosofiche.
Questa edizione di Tenendo per mano l’ombra è una riproduzione in stampa su carta della fiaba di Maria Lai del 1987. L’originale e composto da pagine di stoffa cucite insieme e collage di tessuti tinti, su cui l’artista ha ricamato figure geometriche, fili e altri materiali. La fiaba racconta la storia di un essere umano (e del suo doppio) che deve imparare ad accettare l’ombra, ovvero la parte oscura del mondo e di sé stesso. L’ombra, nella fiaba di Maria Lai, non è un elemento negativo da rifiutare, ma una parte integrante della personalità. Per vivere una vita serena e completa, e necessario imparare ad accettarla e a conviverci.
Il saggio conclusivo di Elena Pontiggia accompagna il lettore in un’affascinante interpretazione della fiaba pagina per pagina, e mette in dialogo le scelte artistiche e stilistiche di Lai con una fitta rete di rimandi filosofici, letterari e artistici: da Kant a Manzoni, da Klee a Malevič.
Maria Lai (1919-2013) sostituisce alla pittura l’uso di altre materie povere tra cui la stoffa creando tele cucite e libri, pani e terrecotte che si alternano ai primi telai, che diventano il filo conduttore della sua ricerca. Nel 1967 realizza Oggetto-paesaggio, un telaio disfatto che e insieme oggetto antico e installazione contemporanea. Nel 1981 dà vita a Ulassai a Legarsi alla montagna, la prima azione relazionale in Italia: gli abitanti del paese legano con un nastro azzurro le case tra loro e poi al monte sovrastante, simbolo di armonia fra uomo, natura e arte. Negli anni Novanta torna a vivere in Sardegna, dove si moltiplicano le azioni teatrali e sul territorio; qui continua a sperimentare e creare: telai, lenzuoli, libri, geografie e fiabe cucite.
Elena Pontiggia, storica dell’arte, si occupa in particolare dell’arte italiana e internazionale tra le due guerre. Insegna all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano.
