Testi di Helen Barrett e Hans Tuzzi. Fotografie di Giancarlo Pradelli
Inaugurata nel 2025 in viale Scarampo, a Milano, la nuova sede di BFF Banking Group è un edificio che arricchisce in modo del tutto originale lo skyline della città, nel segno architettonico della trasparenza, della leggerezza e della sostenibilità ambientale e sociale. Il progetto, firmato dallo studio OBR (Open Building Research), è concepito all’insegna della luminosità senza voler ingaggiare una gara di altezza con i grattacieli della vicina City Life.
In un’alternanza di sequenze fotografiche e testi, il volume mette in luce non soltanto l’architettura e la funzionalità dell’edificio, ma anche l’ambizione di creare un ambiente di lavoro connesso con il contesto, in antitesi con la tradizionale idea di banca e di business.
Casa BFF non è solo la sede di una banca b2b, è anche un luogo aperto al quartiere e alla città, a cominciare dal museo che ospita, accessibile a tutti e dedicato alla Collezione BFF di arte italiana del dopoguerra che annovera, tra i vari artisti: Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Gianfranco Pardi, Mario Schifano, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro ed Emilio Tadini. La Banca ha inaugurato lo spazio museale con una mostra dedicata alla serie di quaranta acqueforti di Enrico Baj sul Paradiso perduto di John Milton. Nel volume sono illustrati gli ambienti espositivi, ma anche le opere che impreziosiscono l’edificio.
Helen Barrett è una giornalista e autrice londinese. Dal 2012 al 2022 ha curato la sezione “House & Home” del Financial Times. Oggi scrive di architettura, urbanistica, design e arte per numerose testate, tra cui il New York Times, il Financial Times e il Daily Telegraph.
Hans Tuzzi è autore dei libri Metropolis (Rizzoli), Vanagloria (Bollati Boringhieri), oltre che della fortunata serie di gialli che hanno come protagonista il commissario Melis (Bollati Boringhieri), ambientati a Milano. Tuzzi è un grande conoscitore delle vicende grandi e piccole di questa metropoli e il suo contributo si concentra sul triangolo ideale tra piazza Giulio Cesare, la vecchia Fiera Campionaria e l’ippodromo di San Siro. Con la sua scrittura curata e arguta esplora le trasformazioni urbanistiche e sociali, attraverso aneddoti curiosi e poco conosciuti di questa parte della città.
